Parrocchia Anzano del Parco

S Michele in Anzano del Parco

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CENNI STORICI – Le origini di Anzano sembrano risalire al periodo neolitico o paleolitico superiore.
Diverse popolazioni arrivarono in questa zona, frammischiandosi con gli indigeni detti Orobii, tra cui i Liguri, che originarono la civiltà di Golasecca, poi i Celti o Galli. Di questi si ha testimonianza in alcuni reperti sepolcrali rinvenuti nella confinante villa del Soldo. L’epoca romana è validamente documentata, grazie a ritrovamenti archeologici. La prima cappella cristiana sembrerebbe eretta all’interno di una postazione militare
presumibilmente bizantina o longobarda, a guardia della parte più alta della Brianza. L’alta considerazione che questi due popoli riservavano a San Michele condottiero delle milizie celesti, fa supporre la edicazione di quel piccolo uogo di culto all’Arcangelo, devozione che tuttora la chiesa parrocchiale conserva.
In Brianza il culto cristiano era già molto diffuso nel V secolo. L’organizzazione ecclesiastica fin dagli inizi prevedeva un presbiterio composto da più preti, facenti vita in comune nei centri di maggior rilievo, sotto la guida di un arciprete o prevosto. Ad ognuno di questi canonici o cappellani era affidata, rispettivamente, una chiesetta o una cappella. Il territorio così organizzato costituiva la Pieve e nel caso di Anzano il capoluogo era Incino, l’attuale Erba, unico luogo in cui sorgeva un battistero per l’amministrazione dei battesimi nelle vigilie di Pasqua e Pentecoste. Col trascorrere del tempo alcuni sacerdoti iniziarono a risiedere presso le chiese loro affidate, concorrendo così alla formazione delle varie parrocchie.

Secolo XIII. Prima menzione della chiesa di Anzano nella Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano, evidenziata nell’elenco dei luoghi di culto dedicati a San Michele, nel manoscritto “Cartolario di Goffredo” di Goffredo da Bussero, prete vissuto tra il 1220 e il 1289.

Secolo XIV. In una statistica del 1398 redatta per scopi fiscali (Archivio Storico Lombardo) è specificato che la Pieve di Incino era retta dal prevosto mediante i suoi preti; il territorio comprendeva bel 67 chiese con 76 altari. Ogni chiesa era tassata e la “Cappella Sancti Michaelis de Anzano” versava una quota di “lire due”, prebenda che sottintende la presenza di benefici parrocchiali.

Secolo XV. Nell’anno 1455 l’Arcivescovo di Milano Gabriele Sforza è in Visita Pastorale alla Pieve di Incino. In quest’occasione è presente Sacchi Maffiolo, presbitero rettore della parrocchia di San Michele. Questa notizia è ripresa dagli atti della Curia Arcivescovile ed indica Maffiolo Sacchi quale primo parroco della parrocchia di Anzano, una delle prime costituitesi nella Pieve e per questo indicate come parrocchie matrici. Nell’anno 1466 è redatto un documento che censisce le pievi della diocesi di Milano con le relative chiese e cappelle dipendenti, in cui risulta che la chiesa di Anzano aveva alle dipendenze la cappella di Fabbrica.

Secolo XVI. Il 26 ottobre 1562 Mons. Gerolamo Ferragatta, per conto di Carlo Borromeo, consacra la chiesa.
Anno 1564. Donato Pallavicino secondo parroco. Ispezione nel 1566 effettuata da un delegato di San Carlo che specifica la presenza in chiesa nella parte destra, di un altare minore dedicato a San Sebastiano. Inoltre è evidenziata la tassa accollata al parroco di Anzano di lire 20, ritenuta gravosa in confronto a quelle versate dai paesi limitrofi, che non superavano lire 10. Anno 1574. Parroco Luigi Pallavicini. La relazione della visita pastorale di Carlo Borromeo, la domenica 25 aprile 1574, descrive la struttura della chiesa: unica navata, abbastanza larga e grande, con due altari ed il soffitto sostenuto da due grandi archi. Assenza del campanile e della sagrestia, solo due campanelle disposte sul tetto della chiesa. Abitanti 474: 197 ad Anzano capoluogo, 179 a Fabbrica, 18 a Mirovano, 6 alla cascina Arzenta, 12 a Borigo, 12 a Valera, 38 fra Cavogno e Cavognetto e 12 altrove. La situazione spirituale della parrocchia è disastrosa, come in altri luoghi. Questo perché nei sessant’anni precedenti a San Carlo Borromeo, i vescovi di Milano non erano molto attenti ai problemi pastorali della diocesi, perché dediti alle questioni interne della Chiesa che distraevano dalla cura delle parrocchie. Si nota che il cappellano di Fabbrica, cui era stata interdetta la cura delle anime ovviamente per gravi motivi, mantiene la propria funzione. Non migliore la posizione del parroco, sospeso dalla celebrazione della messa con una disposizione del 1570, il quale, analfabeta, dichiarava di aver imparato a dir messa dal parroco di Alserio e di averne avuta licenza dal rettore del Seminario di Inverigo Santa Maria alla Noce, il primo seminario istituito dallo stesso San Carlo. Quali misure riparatrici San Carlo ordina che “il rettore dica l’Ufficio col coadiutore”, la chiesa sia ampliata con campanile e sagrestia ed al rettore della chiesa viene comminata una multa di 50 scudi d’oro e imposto il versamento di 100 imperiali negli anni successivi alla Schola del Corpus Domini. Notare che la “Schola” cioè Confraternita del SS. Sacramento, fu canonicamente costituita da San Carlo Borromeo in occasione della visita medesima.
Anno 1583. Parroco don Angelo Biasonio; chierico Bernardino de Consono. Si attesta la consacrazione della chiesa. Anno 1589, visita pastorale di Mons. Gian Pietro Barchio. Viene messa in evidenza la necessità di un ampliamento della struttura verso la parte posteriore per 13 braccia in lunghezza e 12 braccia in larghezza (il braccio corrispondeva a circa cm. 60).
Anno 1593. Il 26 febbraio don Antonio Alimonta diventa parroco, carica retta fino al 1612. Fondazione del beneficio parrocchiale costituito da case coloniche e da 215 pertiche di terreno fra arativo, a cotica (prato) e boschivo.

Secolo XVII. Anno 1612. Parroco don Gerolamo Cruceus (Croce) fino al 1630. Nell’anno 1615 Federigo Borromeo compie una visita pastorale in cui viene descritta, in modo particolareggiato, la chiesa: “Unica navata
divisa trasversalmente da due archi. La Cappella Maggiore contiene l’Altare Maggiore, composto da una mensa lignea, un’icona di S. Michele ed all’ingresso è posta una trave da cui pende un Crocefisso. Dalla parte del Vangelo una cappella, munita di cancelli in ferro, con l’altare di S. Croce, dove un’icona raffigura il mistero della morte di Cristo con S. Maria Maddalena in ginocchio. Verso sud, dalla parte dell’Epistola, l’altare della Beata Vergine; dentro una nicchia è posta l’immagine della Beata Vergine con Cristo morto ai cui piedi è inginocchiato S. Francesco”. Si stabiliscono interventi migliorativi.

Anno 1630. Parroco Giovan Battista Ferrari fino al 1632.
Anno 1633. Parroco Bernardo Soldano fino al 1647. Registrazione di una visita vicariale il 15 novembre 1644.
Anno 1647. Parroco Carlo Antonio Bazero fino al 1668. L’anno 1654 vede il rinnovo della chiesa, come si deduce dall’iscrizione sull’estradosso della volta del presbiterio.
Anno 1669. Parroco Giovan Pietro Quadrio fino al 1702. In una relazione il parroco precisa di avere avuto la nomina dal Card. Alfonso Litta il 10 agosto 1668 e che in parrocchia vi erano due cappellani: don
Michele Bazero (per il legato Bazero) e don Carlo Cossato a Fabbrica. Abitanti 550.
Secolo XVIII. Anno 1703. Parroco Marco Antonio Fusio fino al 1767. La relazione del parroco Fusio, nel 1709, documenta la presenza di sagrestia, campanile e due cappelle con tre altari. Negli atti della visita del Card. Pozzobonelli, anno 1752, viene citato un restauro del 1712, operazione concretizzata nell’Altare in marmo, nel Battistero a destra dell’ingresso della chiesa e negli altari laterali. Il beneficio parrocchiale era costituito da circa 500 pertiche di terreno, di cui 250 arativo, 70 a vigna, 140 a prato e 60 a bosco, con un reddito di 300 scudi. Esistevano la Confraternita del SS. Sacramento e la Scuola della Dottrina Cristiana. I parrocchiani furono giudicati abbastanza istruiti. Viene evidenziato l’oratorio di Sant’Anna di Fabbrica. Il 14 giugno 1756 il prevosto d’Incino compie una visita di cui rimane una relazione: il numero degli abitanti, 790, la presenza di un vicecurato in aiuto del parroco molto anziano, la nuova costruzione dell’oratorio della B.V.M. Assunta nonché l’oratorio di Sant’Anna in Fabbrica.
Anno 1767. Parroco Giovanni Castelnuovo fino al 1781. Nel 1770 si rinnovano le campane, rifondendo le due vecchie per ottenerne tre con aggiunta di rame e stagno.
Anno 1781. Parroco Pier Paolo Parravicini fino al 1800.
Anno 1801. Parroco Gerolamo Negri fino al 1835.
Anno 1835. Parroco Pietro Villoresi fino al 1853. Rifacimento della sagrestia, anno 1841. Restauro dell’organo nell’anno 1850 ad opera di Livio Terzaghi di Monza.
Anno 1853. Parroco Giuseppe Bazzini fino al 1868.
Anno 1869. Parroco Giovanni Bettega fino al 1885.
Anno 1886. Parroco Francesco Bettega fino al 1901. 15-16 ottobre 1898, visita pastorale del Card. Andrea C. Ferrari.
Anno 1902. Parroco Luigi Jacazzi fino al 1924. Fondazione Asilo Infantile 1903. In data 11 agosto 1906 un provvedimento arcivescovile decreta Fabbrica quale parrocchia autonoma. A ricordo dell’antica
dipendenza si stabiliva che il Parroco di Fabbrica Durini, nella festa patronale di S. Michele Arcangelo, offrisse ogni anno alla parrocchia matrice un cero di una libbra, “unius librae”. Visita pastorale nel 1920 dal
Sac. Giovanni Rossi per mandato dell’Arcivescovo.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Nell’anno 1922 ad Anzano viene edificato il ritrovo Pio XI sul fondo detto Ronco, quale oratorio maschile.
Anno 1925. Parroco Felice Viganò fino al 1957. Visite pastorali del Card. A. Ildefonso Schulster nel 1933, 1939, 1944, 1949, 1954.
Nel 1928 ampliamento della chiesa di m.8 con due campate. Restauro e sopralzo del campanile anno 1935. Decorazione degli interni ad opera della Scuola degli Artigianelli di Monza, 1938, diretta dal pittore Giovanni Briani. Negli anni della seconda guerra mondiale anche ad Anzano il 28 maggio 1943 furono prelevate le campane, per la raccolta di metalli preziosi imposta dall’allora governo italiano. Finito il conflitto mondiale iniziano gli anni della ricostruzione. Il 20 luglio 1947 si riposiziona la campana della chiesetta dell’Addolorata peso Kg 48,4 costo L. 71.000. Il 24, 25 e 26 settembre, con grandi festeggiamenti, vengono riportate ad Anzano le nuove campane della chiesa parrocchiale. Sabato 24 arrivo delle campane, con loro sfoggio per tutto il paese e frazioni. Domenica 25 messa solenne ed al pomeriggio grande processione. Lunedì 26 giornata della Consacrazione delle Campane da parte di S. Eccel. Mons. Lorenzo Balconi. Compresenti alcuni Sacerdoti della Pieve, i parroci di Pogliano e Giussano (che canta la messa solenne con l’assistenza del Vescovo), D. Paolo Trezzi ecc. Alle 10 e 30 S. Messa in canto con il discorso in lode di S. Michele Arcangelo tenuto dal R. Coadiutore di Alzate. Nel pomeriggio tutti i Sacerdoti, preceduti dai Confratelli del SS. Sacramento, accompagnano il Vescovo in mezzo alla gente festante, nel cortile dell’Asilo per la funzione della Consacrazione. Terminata la cerimonia Eucaristica Benedizione pontificale impartita dal Vescovo. Quindi processione serale con la statua dell’Addolorata fra una fiumana di gente entusiasta. Al termine Benedizione della Madonna.
Anno 1957. Parroco Luigi Colombo fino al 1997. Opere di ampliamento dell’oratorio Pio XI nel 1957, con inaugurazione del campo di pallavolo nel 1965. Visita pastorale del Card. Giovanni Colombo il 24 luglio 1966. Restauro dell’organo 1970. L’ottobre dell’anno 1976 è ricordato per una settimana di pioggia intensissima, che provocò l’allagamento di tutto il paese con danni ingentissimi alle strutture religiose, pubbliche e private per un valore di 28-30 milioni.
Anno 1998. Parroco Gian Luigi Rusconi fino al 2004. Restauro generale Oratorio B.V. Addolorata. Interventi straordinari effettuati in chiesa parrocchiale per la sostituzione impianto di riscaldamento ad aria con impianto a pavimento, ripavimentazione anno 2001. Ricollocazione della Grotta N. S. di Lourdes. Riedificazione oratorio Pio XI.
Anno 2004. Parroco Enrico Mombelli fino al 2006.
Anno 2007. Parroco Giovanni Verga fino al 2009. Collocazione bussola fine 2008.
Anno 2009. Parroco Lodovico Colombo. Costituzione comunità parrocchiale Beata Vergine d Rogoredo tra le parrocchie di Alzate Brianza, Anzano del Parco, Fabbrica Durini il giorno 4 settembre 2009.

CENNI DI VITA
La popolazione di Anzano era dedita nel passato quasi esclusivamente all’attività agricola, all’allevamento del bestiame e, in modo particolare, alla lavorazione del baco da seta. Lo storico statistico Massimo Fabi nel 1855 scriveva di Anzano sul Dizionario Geografico: “Il suo territorio fertile è coltivato soprattutto a vite e gelsi” Nel 1896 Strafforello scrive:“Il territorio fertilissimo, lavorato con somma cura, produce in gran copia cereali, gelsi, viti, frutta e foraggi. Anche questo luogo è d’intensa produzione dei bozzoli”. Da un’interessante relazione che Mons. Jacazzi scrive sul Liber Chronicus si legge: “Nel 1908, dietro vivo desiderio del M. R. Sig. Prevosto di Alzate don Elia Bellini si fece propaganda per la fondazione di una Latteria Sociale con conferenze e pubblicazioni sul Resegone”. Il 1° gennaio 1910 la cooperativa iniziò l’attività. Nei primi tre anni si registrò una chiusura in attivo di £. 3.000. Dal 4° esercizio l’inesperienza dei nuovi amministratori, negligenze personali ed epidemie del bestiame compromisero definitivamente l’attività che alla fine del gennaio 1915 fu posta in liquidazione. Nel 1928 il parroco don Jacazzi fa delle tristi considerazioni: niente acqua, niente Scuole e Municipio, niente migliorie nella viabilità. Nel 1938 vengono sciolte la SAF (Società Anzanese Filodrammatica costituita nel 1928) e la banda.
Il periodo della seconda guerra mondiale è ancora più triste, in particolare per l’alto costo dei generi di prima necessità. Nonostante le grandi ristrettezze gli Anzanesi non dimenticano la generosità verso i bisognosi. Nel febbraio del 1945, ad un Missionario Comboniano che chiedeva aiuto per gli studenti del Seminario, consegnarono tre quintali di granoturco, altrettanti di patate, un quintale di farina gialla, mezzo di frumento, altri generi alimentari, vettovaglie di prima necessità e L. 1.822 in contanti. Dal 1952 al 1954 la rete idrica viene completata ed inaugurata. Con la ripresa del dopoguerra Anzano si trasforma da piccolo paese agricolo in un piccolo centro industriale inaugurando nel 1956 uno stabilimento per la torcitura di fibre artificiali. Anche l’artigianato ebbe nuovo impulso nella lavorazione del legno con produzione di mobili e relative esposizioni, del vimine e del giunco ed articoli di abbigliamento. Nello stesso anno il municipio viene ampliato ed anche le aule scolastiche sono portate a cinque. L’Asilo fondato nel 1903 e era situato davanti alla casa parrocchiale, nello stabile donato dal marito della Marchesa Lina Carcano, il Marchese Camillo. Dal gennaio 1973 l’Asilo si trasferisce in via Ortelli. Dal 1923 fino al 1997 vi prestarono opera le suore dell’Istituto della Purificazione di Savona.
(Informazioni rilevate dal volume Anzano del Parco Note di storia, d’ambiente e di costume L.M. Gaffuri 1979)